L'Orto Botanico
Postato da Silvia Madrigali il 26/05/2020

L'Orto Botanico

Il Laghetto e la leggenda di Lucida Mansi

<center> Il Laghetto e la leggenda di Lucida Mansi

L'Orto Botanico di Lucca fu istituito il 23 maggio del 1820 da Maria Luisa di Borbone e attualmente è diviso in due grandi settori: uno comprende l'arboreto, la montagnola e il laghetto, l'altro la scuola botanica e le serre.

Al laghetto è legata una nota leggenda lucchese arricchitasi nel tempo ad opera della fantasia popolare, secondo la quale una giovane e bellissima nobildonna, Lucida Mansi, viziata e così vanitosa da riempire la sua camera da letto di specchi, fece un patto con il diavolo.

Un giorno, infatti, notando delle lievi rughe sul suo volto, essa iniziò a disperarsi e pianse a tal punto da richiamare l'attenzione del diavolo che le si presentò sotto le sembianze di un bellissimo ragazzo offrendole trent'anni di giovinezza in cambio della sua anima.

La donna accettò senza esitazione trascorrendo i suoi trent'anni all'insegna dei piaceri e della dissolutezza fino al giorno in cui il Diavolo tornò a riscuotere il suo credito e la trascinò con sé su un carro infuocato attraversando l'intera città fino ad inabissarsi nel laghetto dell'Orto.

Si narra che tutt'oggi, nelle notti di luna piena, sia possibile notare riflesso nell'acqua il volto di Lucida che si guarda compiacente allo specchio o che si veda girare sulle Mura una carrozza avvolta nelle fiamme.


Presso il laghetto, percorribile attraverso passerelle di legno, e nella più antica vasca ottagonale sono coltivate le igrofile, piante che vivono in ambienti umidi.

All'ombra di due imponenti cipressi calvi e ai bordi degli specchi d'acqua del laghetto si trovano collocate molte specie tipiche di zone palustri della Toscana settentrionale.

Queste piante sono molto interessanti perché rare e spesso a rischio di estinzione nel loro habitat naturale. Tra le specie presenti si segnalano la ninfea bianca , la ninfea gialla, la felce florida , la tifa  e la rosolida , una pianta definita carnivora in quanto, per sopperire alla mancanza di azoto, cattura piccoli insetti grazie ai peli viscosi delle foglie.


 

L'arboreto

<center>  L'arboreto
La gran parte degli alberi e arbusti, per lo più esotici, è situata in una zona specifica dell'Orto detta "arboreto". Qui troviamo per esempio il cedro del Libano, la magnolia, l'olivo odoroso, la sequoia il bosso ed il tasso. 

Il cedro del Libano ha ben 6 metri di circonferenza, 22 metri di altezza ed una vasta chioma e rappresenta l'albero più importante e la pianta simbolo dell'Orto.

Lo storico Volto Santo di Lucca si dice sia stato scolpito proprio usando questo legno.

C'e il settore che comprende una ricca collezione di specie medicinali, circa 500 specie provenienti dai diversi continenti, come l'origano, la menta, la melissa e il timo, da noi lucchesi chiamato peporino e un altro con una collezione di piante finalizzate all'alimentazione umana, in particolar modo piante indigene del territori lucchese: "costole d'asino", la "radicchiella" , il "radicchio selvatico" , l'"uva turca" o "uvino" , gli "strigoli" , la "carota selvatica" , il "crescione d'acqua" , il "luppolo" .

 
La collezione di succulente comprende piante più comunemente conosciute come piante grasse, adatte a vivere in ambienti molto aridi, spesso caratterizzati da temperature elevatissime durante il giorno e relativamente basse nella notte.

La raccolta è collocata all'interno delle serre monumentali, ove d'inverno vengono mantenute condizioni di caldo secco senza far mai scendere la temperatura sotto zero.

Le serre dedicate sono due: nella prima si trovano piante tipiche dei deserti africani e asiatici, nella seconda quelle dei deserti americani.


Nelle altre serre sono coltivate, per la gran parte in vaso, piante caratteristiche delle foreste pluviali e delle zone tropicali.

In questo caso durante l'inverno viene mantenuta una temperatura sempre superiore ai dieci gradi centigradi ed elevatissima umidità.

Meritano di essere menzionate tra le colture dell'Orto Botanico i rododendri, appartenenti alla famiglia delle Ericaceae (situate in due aiuole con oltre 200 specie) e le camelie, appartenenti alla della famiglia delle Theaceae.

Queste ultime, importate nel XVIII secolo, si diffusero nel secolo seguente grazie anche alle condizioni climatiche favorevoli, per cui Lucca diventò uno dei centri di collezionismo con un grande numero di appassionati e coltivatori.

Non a caso proprio a Lucca si svolge in primavera la mostra delle Antiche Camelie della Lucchesia.

 
In cima alla montagnola, altura artificiale ove sono coltivate le specie xerofile mediterranee e quelle tipiche delle Alpi Apuane e dell'Appennino Lucchese è presente un notevole esemplare di tasso con circonferenza di 1.58 m e un'altezza di 10 m. Tra le piante presenti si ricordano le filliree , il lentisco, il pistacchio, il pungitopo, il corbezzolo, il carrubo ed un notevole esemplare di bosso, alto 6 m e con una circonferenza di 0,90.


L'Orto botanico possiede inoltre una biblioteca ricca di 2000 volumi tra i quali ve ne sono alcuni pregevoli dei secoli XVII e XIX e il Museo botanicoche raccoglie diversi erbari illustranti principalmente la flora lucchese. 



In occasione del compimento dei suoi 200 anni sarà accessibile nei due week end di fine maggio a ingresso gratuito con due turni di visita dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 17 con prenotazione obbligatoria.


Conviene approfittarne! Chiedeteci informazioni


 
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