Origini di Piazza Anfiteatro a Lucca
Postato da Silvia Madrigali il 16/01/2018

Origini di Piazza Anfiteatro a Lucca
Uno dei luoghi più caratteristici e preferito dai turisti nel centro storico di Lucca è Piazza Anfiteatro, che ha un antico e glorioso passato alle spalle.

Il nome stesso dice già quale fosse la sua originale funzione:
L’anfiteatro e il teatro vennero costruiti dai romani a Lucca tra il I-II secolo d.c.  e, come accadeva per ogni città da loro fondata, il teatro, riservato alle classi più abbienti, veniva costruito all’interno della cerchia muraria (a Lucca i suoi resti sono dove si trova la chiesa di Sant’Agostino) mentre l’anfiteatro, a causa degli spettacoli che vi si svolgevano, come le lotte tra gladiatori a cui potevano assistere anche i ceti sociali più bassi, si trovava all’esterno delle mura, sia per facilitare lo spostamento di spettatori provenienti da fuori città sia per il timore di rivolte popolari. Infatti nel caso ci fossero stati disordini le porte della città sarebbero state chiuse lasciando i rivoltosi all’esterno.

Fortunatamente, anche se parte della struttura è interrata di circa tre metri, l’anfiteatro mantiene la sua forma originaria, quindi possiamo capire chiaramente le dimensioni e la capienza che doveva avere.

Come tutti gli anfiteatri ha forma ellittica e riusciva a contenere ben 10.000 spettatori. Era formato da due ordini sovrapposti di cinquantacinque arcate su pilastri che servivano a sorreggere la cavea, cioè le gradinate, divisa in settori per i diversi ceti sociali dove si sedevano gli spettatori e la sua altezza complessiva superava i 13 metri. Gli ingressi dovevano essere almeno due e uno di questi era la porta triumphalis, dalla quale i gladiatori accedevano all’arena. Nella piazza l’unica porta originale che resta è quella orientale.

La struttura dell’anfiteatro è stata costruita in opus caementicium, cioè ciottoli o pietre legati tra loro con malta.

Con la caduta dell’impero romano e le invasioni barbariche l’anfiteatro, così come il resto degli edifici costruiti dai romani, cadde in rovina e venne utilizzato come vera e propria cava di materiale per la costruzione di altre strutture e chiese, per questo era anche indicato col nome “grotte”.

Non è raro trovare nella maggior parte delle chiese lucchesi capitelli, colonne e materiali sottratti ad altri edifici di epoca romana.

Fu nel periodo Medievale che si formò la piazza che veniva chiamata “parlascio”, si pensava che questo termine derivasse dal fatto che qui si svolgevano le assemblee popolari ma i realtà era una storpiatura della parola latina paralisium che significa anfiteatro. Al suo interno e lungo il perimetro iniziarono la costruzione di piccole abitazioni e costruzioni che contribuirono a mantenerne intatta la forma.

Col passare dei secoli l’anfiteatro ebbe diverse destinazioni: da cava per il materiale, divenne deposito per il sale, polveriera e perfino carcere, fino all’arrivo dell’architetto Lorenzo Nottolini nominato Regio Architetto nel 1818 dai Borbone. Al tempo di Carlo Lodovico Nottolini realizza a Lucca i suoi più importanti interventi urbanistici, tra i quali il completo restauro della Piazza Anfiteatro che terminerà nel 1838.

Eliminò tutti gli edifici che si trovavano nell’antica arena delimitando il perimetro ellittico dell’area con la creazione della strada esterna che lo costeggia (via dell’Anfiteatro) e lasciando solo le abitazioni che ricalcavano l’originale anfiteatro, creò nuove porte per l’accesso alla piazza che divennero così quattro e nel nuovo spazio venne posizionato il mercato cittadino delle vettovaglie, che prima si trovava a San Michele.

Per oltre 40 anni ogni mattina, festivi esclusi, la vita in piazza Anfiteatro per l'allestimento del mercato ortofrutticolo iniziava verso le tre. A quell'ora cominciavamo ad arrivare i contadini con il raccolto del pomeriggio precedente e si accaparravano i posti più ambiti.

Alcuni agricoltori addirittura inviavano propri familiari ad occupare i posti con sacchi di iuta o cassette della frutta già dalla sera prima. In pochi potevano permettersi l'utilizzo di mezzi a motore , la maggioranza arrivava con tricicli o carretti trainati da biciclette parcheggiando in piazza Scarpellini, adiacente a piazza Anfiteatro.

Dopo aver sistemato in piazza le bilance, le scrivanie e tutta la merce, alle ore 9 iniziava la vendita al minuto e la trattative andavano avanti fino verso mezzogiorno o anche prima se i venditori terminavano i prodotti.

Finita l'esposizione, dopo una rapida pulitura, la piazza tornava libera ed utilizzata come parcheggio auto ad esclusione di una piccola zona dove numerosi abitanti della zona si ritrovavamo intorno ad alcuni dei carretti utilizzati per il mercato e trascorrevano la giornata giocando a tombola o chiacchierando. Tale gruppo era formato da nuclei familiari caratteristici, come “i Castagnini” che commentavano il sorteggio dei numeri con espressione tipiche del gioco assicurando il divertimento.

Nel 1972 il mercato venne spostato nella chiesa del Carmine e la piazza fu libera da ogni ingombro, anche se la tombola è rimasta una tradizione ancora per alcuni anni.

Da quel momento Piazza dell’Anfiteatro divenne uno dei simboli della città, con la sua unicità e la sua bellezza attrae ogni anno moltissimi visitatori che si fermano volentieri ad ammirarla bevendo un bicchiere di vino nei caratteristici locali, senza sapere che all’interno di queste cantine si trovano i resti della struttura del magnifico anfiteatro che è riuscito a resistere al trascorrere dei secoli.

Non perdete l'occasione di venirci a trovare e visitare la caratteristica Piazza Anfiteatro, vi aspettiamo al b&b Lucca Fora!